La compagnia Teatro Veneto Città di Este


La medievale città muraria di Este è sin dall’antichità un attivo centro culturale; vive in particolare un aureo periodo nei secoli compresi tra il 1405 e il 1797 sotto il dominio della serenissima che le permette di essere esonerata dalle allora continue lotte tra le adiacenti Signorie di Padova e Verona e nel contempo di dare spazio alla coltura delle arti tra le quali anche il teatro. Dopo la Serenissima, Este diviene dapprima conquista di Napoleone, poi parte dell’Impero Asburgico ed infine come il resto del Veneto annessa al Regno d’Italia nel 1866. In seguito all’annessione Este diventa meta di vari intellettuali italiani e stranieri mantenendosi così culturalmente vivace. Perno dell’attività drammatica è il “teatro famiglia”, il palcoscenico della parrocchia del Duomo sul quale si susseguivano le rappresentazioni di diversi gruppi teatrali, alcune anche girovaghe ma tutte legate dallo stesso fil rouge: il teatro dialettale veneto. Si propongono commedie di autori quali Carlo Goldoni, Angelo Beolco meglio noto come “Il Ruzzante”, Giacinto Gallina, Riccardo Selvatico, Edoardo Paoletti. Dal vorticoso sali-scendi di attori, compagnie, registi e musicisti si arriva nel 1914 alla costituzione della compagnia “Teatro Famiglia”. Unica compagnia italiana mista, privilegio in seguito proclamato dall’ arciprete del Duomo monsignor Antonio dalla Valle nel 1916, che praticava le prove nelle sale della canonica seguita dal cappellano in qualità di assistente spirituale.

La prima commedia messa ufficialmente in scena dalla compagnia nel Teatro Famiglia, è la commedia El moroso dela nona di G. Gallina e diretta da Teresa Cavallini Fabro. Alcuni di questi attori come Maria Marchetto, Agostino Bellan, Ernesto Dorin saranno poi gli stessi che riprenderanno poi l’attività della compagnia nel primo dopoguerra, trasformando il nome in “Teatro Città d’Este”. Focale diventa nell’attività della compagnia il riproporre commedie legate alla tradizione del territorio ed è proprio questo il fattore determinante che la porta ad emergere nello spaccato italiano dell’epoca.

Tra le due guerre, l´interesse si sposta dalla scena dialettale a due diversi ambiti: il teatro cattolico e patriottico (tra gli autori: mons. Giuseppe Flucco, Primo Piovesan, Primo Cesare Ambrosi, Salvator Gotta) e il teatro nazionale, con gli autori più in voga all´inizio del secolo: Giuseppe Giacosa, Gerolamo Rovetta, Roberto Bracco, Dario Niccodemi.

Dal secondo dopoguerra il repertorio veneto torna a prevalere, divenendo dal 1948 esclusivo campo d´azione della Compagnia: è di quell´anno la prima messinscena dei Balconi sul Canalazzo di Alfredo Testoni, nella celebre versione veneziana del grande attore e capocomico Gino Cavalieri.

Nel 1950 la "Città di Este" partecipa, in rappresentanza delle Tre Venezie, al primo Convegno Nazionale per gruppi dilettantistici organizzato al Piccolo Teatro di Milano, portando sulla scena I recini da festa, l´intimismo ottocentesco di Selvatico, e La scorzeta de limon, la grottesca comicità del massimo autore veneto del Novecento, Gino Rocca.

Nel 1978 la Compagnia da vita al Teatro dei Filodrammatici, ricavato da un ex oratorio del Seicento concesso in uso dal Comune di Este, che ha realizzato un radicale restauro nel 2013. Da allora il gruppo ne organizza annualmente l´attività con formazioni d´ambito interregionale ed ospitando altre iniziative artistiche e socio-culturali.

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